Italia avvia il decreto quadro per il florovivaismo e punta su investimenti stabili
Il comparto florovivaistico italiano entra in una nuova fase regolatoria con l'avvio dell'iter di approvazione del decreto legislativo attuativo della legge delega del 4 luglio 2024, n. 102. La riforma mira a sostituire gli interventi emergenziali con una programmazione strutturata, dando al settore una cornice stabile per competitività, qualità e sviluppo nel medio-lungo periodo.
In evidenza
- Italia avvia una legge quadro per il florovivaismo con decreto MASAF che introduce pianificazione stabile degli investimenti e sostegno alle imprese.
- Previsti nuovi strumenti come il Piano nazionale del florovivaismo, un Tavolo tecnico permanente e rafforzamento del monitoraggio settoriale per crescita e prevenzione delle crisi.
- La riforma mira a rafforzare qualità, formazione, certificazioni e tracciabilità lungo la filiera, proteggendo il Made in Italy dalla concorrenza sleale.
Iter della riforma e strumenti previsti
Come riferito dal MASAF, l'avvio del procedimento segna il passaggio verso una legge quadro organica per un settore che finora è rimasto privo di una disciplina dedicata. Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, afferma che il decreto introduce certezze per le imprese, valorizza il lavoro, rafforza il Made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti.Secondo il ministro, il florovivaismo entra così a pieno titolo nelle politiche agricole e ambientali del Paese, con un ruolo che comprende non solo la produzione ma anche la tutela del territorio, il verde urbano e la presenza sui mercati internazionali. Il sottosegretario Patrizio La Pietra aggiunge che il provvedimento rappresenta un cambio di paradigma, perché supera gli interventi occasionali per le crisi e introduce una visione di medio-lungo periodo.
Tra gli strumenti indicati figurano il Piano nazionale del florovivaismo, il Tavolo tecnico permanente presso il MASAF e un rafforzamento del monitoraggio del settore. Questi meccanismi sono pensati per programmare gli investimenti, anticipare le criticità e accompagnare la crescita delle imprese con una gestione meno frammentata.
Impatto atteso su filiera e competitività
La riforma punta anche su qualità, professionalità e innovazione lungo tutta la filiera, dai vivaisti ai garden center, fino ai tecnici del verde e ai manutentori. Il testo indica formazione avanzata, certificazioni e tracciabilità del prodotto come leve per sostenere la competitività delle imprese italiane.In questo quadro, il provvedimento vuole anche proteggere il Made in Italy dalla concorrenza sleale e riconoscere in modo pieno il valore produttivo, economico, ambientale e sociale del settore. Dopo decenni di attesa, il florovivaismo si avvia così a uscire da una condizione di marginalità normativa, con una direzione più chiara per lo sviluppo dei territori e dell'economia agricola.
Nella nostra precedente analisi sui controlli UE sulle importazioni alimentari e sul principio di reciprocità negli scambi abbiamo ricostruito la richiesta dell’Italia di inasprire le verifiche sui residui di fitofarmaci e di garantire condizioni paritarie tra produttori europei e Paesi terzi. Il focus era sulla difesa del Made in Italy e sulle misure europee prospettate, dalle clausole di salvaguardia ai meccanismi d’emergenza, insieme al quadro di risorse e interventi per la resilienza del settore agricolo.
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