Ministero della Giustizia prepara modifiche alla disciplina 231 per le imprese

Ministero della Giustizia prepara modifiche alla disciplina 231 per le imprese
Nuove regole per imprese

Il governo lavora a una revisione del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, con l'obiettivo di incidere sul quadro normativo che riguarda organizzazione aziendale e sicurezza sul lavoro. L'intervento si inserisce nel confronto con il sistema produttivo e punta a ridurre l'incertezza per gli investimenti delle imprese che adottano modelli organizzativi certificati.

In evidenza

  • Il Ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio, prepara modifiche alla disciplina del decreto legislativo 231/2001 su responsabilità amministrativa delle imprese.
  • La relazione finale della commissione ministeriale sulla sicurezza sul lavoro, consegnata il 12 maggio, costituisce la base essenziale per la nuova riforma.
  • Il governo lavora per tutelare imprenditori con validi sistemi organizzativi certificati, rispondendo alle richieste di Confindustria e puntando a ridurre incertezza sugli investimenti.

Revisione della 231 e iter normativo

Come riporta G News Online, il ministro della Giustizia Carlo Nordio afferma, a margine dell'assemblea di Confindustria al centro congressi La Nuvola di Roma, che il Ministero è al lavoro su modifiche alla disciplina del decreto legislativo 231 del 2001. Il riferimento è alla responsabilità amministrativa degli enti e ai futuri interventi legislativi collegati anche alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il 12 maggio la commissione ministeriale sulle norme in materia di sicurezza sul lavoro, presieduta dal viceministro Francesco Paolo Sisto, consegna al Guardasigilli la relazione finale. Per il Ministero, questo passaggio costituisce una base essenziale per la definizione della riforma in costruzione.

Nordio precisa che le modifiche non rendono impuniti gli imprenditori che violano la legge. Secondo il ministro, la revisione mira invece a offrire maggiore certezza sia ai lavoratori sia agli imprenditori, oggi gravati da compiti e costi che incidono sull'attività d'impresa.

Effetti attesi su investimenti e conformità aziendale

Il progetto di riforma punta a tutelare l'imprenditore che ha adottato validi standard organizzativi, soprattutto in materia di sicurezza sul lavoro. Nordio osserva che un modello di organizzazione costruito e attuato con costi e sacrifici può non essere riconosciuto in tribunale anche se certificato dal Ministero.

Secondo il ministro, questo mancato riconoscimento genera incertezza sugli investimenti delle imprese. Lo stesso Nordio aggiunge che il governo sta già intervenendo sulle richieste avanzate dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che nella sua relazione sollecita semplificazioni e una riforma della 231, e sostiene che i lavori sono già a buon punto.

All'evento intervengono anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, in presenza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a conferma della rilevanza istituzionale del confronto tra esecutivo e sistema produttivo.

La vertenza Electrolux e il piano di riorganizzazione con 1.700 esuberi in Italia sono tornati al centro del confronto tra azienda, sindacati e istituzioni durante lo sciopero e il presidio al Ministero delle Imprese. Nella nostra precedente notizia abbiamo evidenziato come il nodo dei costi industriali — in particolare energia e materie prime — sia stato indicato dall’azienda come fattore chiave, mentre il governo ha contestato la sostenibilità del piano e i sindacati hanno espresso timori su possibili sviluppi societari.

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