Bologna rafforza i controlli sul lavoro sommerso, sanzioni oltre 500.000 euro nel Circondario Imolese
Nel Nuovo Circondario Imolese si intensificano le verifiche su lavoro nero, sicurezza e regolarità occupazionale in attività commerciali come bar, ristoranti, autolavaggi e distributori di carburante. I controlli portano alla proposta di sospensione per 10 esercizi e fanno emergere anche casi di indebita percezione di sussidi, impiego di un lavoratore senza permesso di soggiorno e abuso dei permessi della Legge 104.
In evidenza
- La Guardia di Finanza ha eseguito 40 controlli mirati su 117 attività nel Nuovo Circondario Imolese, rilevando irregolarità in 20 casi.
- Sono stati scoperti 24 lavoratori in nero e 3 irregolari, con la proposta di sospensione per 10 esercizi commerciali che superavano il 10% di personale non regolare.
- Le sanzioni amministrative totali superano i 500.000 euro, con oltre 60.000 euro già riscossi dall'Erario e segnalazioni multiple alle autorità competenti.
Controlli mirati su imprese e lavoratori
Come riferisce la Guardia di Finanza, i militari del Comando Provinciale di Bologna intensificano gli interventi contro il lavoro sommerso e per la verifica del rispetto delle norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con un focus sugli esercizi commerciali del Nuovo Circondario Imolese.L'operazione, svolta dai finanzieri della Compagnia di Imola, nasce da un'attività di intelligence preventiva basata sull'incrocio delle banche dati in uso al Corpo, sul monitoraggio delle fonti aperte e sul controllo economico del territorio. Questa attività consente di mappare 117 attività commerciali e oltre 170 lavoratori, attivi soprattutto nella somministrazione di alimenti e bevande, negli autolavaggi e nella distribuzione di carburanti.
Dalle analisi preliminari scattano 40 controlli mirati, che fanno emergere irregolarità in 20 casi. Le Fiamme Gialle individuano 24 lavoratori in nero, privi di tutele contrattuali, e 3 lavoratori irregolari la cui posizione resta in corso di verifica.
Per 10 esercizi commerciali viene inoltre proposta all'Ispettorato del Lavoro la sospensione dell'attività, dopo l'impiego di personale in nero in misura superiore al 10% dei lavoratori presenti, come previsto dall'articolo 14 del D.Lgs. 81/2008.
Impatto economico e violazioni collegate
Nel corso delle verifiche emergono anche ulteriori violazioni di rilievo. Tre lavoratori in nero percepiscono contemporaneamente l'indennità di disoccupazione NASPI, con l'avvio dell'iter per interrompere il beneficio e recuperare le somme indebitamente erogate.Un datore di lavoro viene denunciato alla Procura della Repubblica per avere impiegato un cittadino privo di regolare permesso di soggiorno. Un altro lavoratore viene invece segnalato all'INPS perché sorpreso a svolgere attività lavorativa mentre usufruisce dei permessi previsti dalla Legge 104 per l'assistenza a persone con disabilità.
L'ammontare complessivo delle sanzioni amministrative supera i 500.000 euro, dei quali oltre 60.000 euro risultano già incassati dall'Erario. L'intervento, secondo la Guardia di Finanza, punta a contrastare uno dei fenomeni che danneggiano il sistema economico, sottraggono risorse pubbliche e alterano la concorrenza tra le imprese del territorio.
Nel nostro precedente articolo sulla carenza di manodopera in Alto Adige abbiamo riportato l’allarme di Confindustria Alto Adige su un possibile deficit di circa 30.000 lavoratori entro dieci anni e sulle ricadute per la competitività delle imprese. Nel pezzo abbiamo anche richiamato le misure indicate per attrarre e trattenere personale qualificato, tra cui interventi su casa e integrazione dei lavoratori dall’estero, insieme alle pressioni su costi e burocrazia che pesano sul tessuto produttivo locale.
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