UniCredit chiude il contenzioso sul golden power nella partita Banco Bpm

UniCredit chiude il contenzioso sul golden power nella partita Banco Bpm
UniCredit chiude il caso

Si chiude in via definitiva il contenzioso amministrativo sul golden power esercitato dal governo nell'ambito della tentata scalata di UniCredit a Banco Bpm. Il Consiglio di Stato dichiara estinto per rinuncia il ricorso della banca contro la decisione del Tar del Lazio, rimuovendo un fronte legale che aveva inciso sul dossier M&A nel settore bancario italiano.

In evidenza

  • Il Consiglio di Stato, con decreto del 28 maggio, dichiara estinto per rinuncia il ricorso di UniCredit sul golden power nell'offerta su Banco Bpm.
  • UniCredit abbandona l'ultimo passaggio del contenzioso amministrativo dopo le restrizioni imposte da Palazzo Chigi sull'operazione Banco Bpm.
  • Il golden power nel caso Banco Bpm non costituisce un precedente automatico, riducendo l'incertezza regolatoria per future operazioni di M&A nel settore bancario italiano.

Decreto del Consiglio di Stato e rinuncia al ricorso

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il Consiglio di Stato pubblica il 28 maggio un decreto firmato dal presidente della quarta sezione Luigi Carbone con cui dichiara estinto per rinuncia, da parte di UniCredit, il ricorso presentato contro la sentenza del Tar del Lazio sul golden power applicato all'offerta su Banco Bpm.

Il provvedimento chiude la battaglia legale avviata dopo che Palazzo Chigi aveva imposto diversi paletti all'operazione sull'istituto di Piazza Meda. La rinuncia di UniCredit fa quindi venir meno l'ultimo passaggio del contenzioso amministrativo legato all'intervento del governo.

Implicazioni per future operazioni bancarie

Nelle scorse settimane erano già emerse indiscrezioni sulla scelta della banca di lasciar cadere il ricorso. Alla base della decisione vi sarebbe anche quanto chiarito nella memoria difensiva dell'Avvocatura di Stato sulla natura specifica del provvedimento adottato dall'esecutivo.

Secondo questa impostazione, il golden power utilizzato nel caso non dovrebbe costituire un precedente automatico per eventuali nuove operazioni di fusione e acquisizione. Per il mercato bancario italiano, la chiusura del caso riduce quindi un elemento di incertezza regolatoria attorno ai futuri dossier di consolidamento.

Nella nostra precedente pubblicazione sull’Ops di UniCredit su Commerzbank abbiamo raccontato che la prima fase si è chiusa con adesioni pari al 12,51%, portando la quota “fisica” complessiva al 39,28% e superando così il target del 30% grazie anche alla partecipazione già detenuta. Abbiamo inoltre evidenziato come, includendo le esposizioni tramite derivati con regolamento fisico o in contanti, la partecipazione potenziale possa arrivare fino al 55,69%, con una finestra supplementare di adesione prevista dal 20 giugno al 3 luglio, in attesa dei via libera delle autorità competenti.

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