Riforma dei carburanti verso il Cdm, il governo punta all'inserimento nel ddl Concorrenza
Il riordino della distribuzione dei carburanti si avvicina a un passaggio formale in Consiglio dei ministri dopo mesi di confronto tecnico con le associazioni dei gestori. Il governo intende inserirlo nel disegno di legge sulla Concorrenza, con l'obiettivo di arrivare all'approvazione entro la fine dell'anno.
In evidenza
- Il ministro Adolfo Urso conferma che la riforma della distribuzione dei carburanti verrà probabilmente presentata al prossimo Consiglio dei ministri.
- Il provvedimento sarà inserito nel ddl Concorrenza, con il governo che punta a chiudere l'intero percorso entro la fine del 2024.
- Il riassetto normativo mira a riorganizzare la rete distributiva dei carburanti, con attese ripercussioni sugli equilibri economici degli operatori del settore.
Percorso della riforma e tempi del governo
Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso conferma a margine del convegno "Waste 2026" che la riforma della distribuzione dei carburanti approda con tutta probabilità al prossimo Consiglio dei ministri.Urso spiega che il provvedimento viene portato avanti attraverso il ddl sulla Concorrenza. Il ministro aggiunge di avere svolto decine di incontri tecnici con le associazioni dei gestori e definisce il lavoro particolarmente complesso, maturato dopo mesi di confronto.
Secondo quanto indicato dal ministro, l'esecutivo è ora nelle condizioni di sottoporre finalmente la riforma all'attenzione del Cdm. L'inserimento nel disegno di legge sulla Concorrenza rientra in un percorso che il governo vuole chiudere entro la fine di quest'anno.
Impatto atteso per la rete distributiva
Il passaggio in Cdm rappresenta un avanzamento operativo per un settore che da mesi attende un riassetto normativo della rete carburanti. Le interlocuzioni con i gestori segnalano che il dossier ha implicazioni dirette per l'organizzazione della distribuzione e per gli equilibri economici degli operatori.L'iniziativa si colloca inoltre nel quadro più ampio delle misure per la concorrenza, ambito nel quale il governo punta a concentrare la riforma. In questo contesto, l'iter del provvedimento viene seguito come un passaggio rilevante per la filiera energetica e per la definizione delle future regole del mercato.
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