Tenaris vede ricavi ed Ebitda del secondo semestre in linea, pesa il Medio Oriente

Tenaris vede ricavi ed Ebitda del secondo semestre in linea, pesa il Medio Oriente
Tenaris: semestre stabile

Tenaris indica per il secondo semestre ricavi ed Ebitda in linea con il primo semestre, in un contesto ancora condizionato dalle minori spedizioni verso il Medio Oriente e dall'aumento dei costi delle materie prime. La società segnala però un possibile margine di crescita nella seconda metà dell'anno se le interruzioni nello stretto di Hormuz cessano prima della fine del 2026.

Punti chiave

  • Tenaris prevede ricavi ed Ebitda del secondo semestre 2024 in linea con la prima metà dell'anno, smentendo precedenti attese di ripresa.
  • Disagi attraverso lo stretto di Hormuz continuano a penalizzare le attività di trivellazione in Iraq, Kuwait e Qatar, mentre Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti mantengono operatività stabile.
  • Tenaris segnala crescita delle attività di trivellazione in Stati Uniti, Canada e Argentina e costanti investimenti globali in progetti offshore a costi competitivi.

Previsioni operative per la seconda metà dell'anno

Come riportato da Il Sole 24 Ore, citando Radiocor, la società afferma nella nota che accompagna i conti del secondo trimestre che fatturato ed Ebitda del secondo semestre rimangono attesi sui livelli della prima metà dell'anno. L'indicazione aggiorna le attese formulate alla fine del primo trimestre, quando Tenaris aveva prospettato una ripresa di vendite e margini nella seconda parte dell'anno, subordinata alla riapertura in tempi brevi dello stretto di Hormuz.

Secondo il gruppo, restano comunque spazi di crescita se le interruzioni delle spedizioni attraverso Hormuz cessano prima della fine dell'anno. Tenaris aggiunge che il terzo trimestre risente anche della stagionalità e del mix di prodotti, mentre il quarto trimestre beneficia dell'aumento di prezzi e volumi nella maggior parte delle regioni.

Impatto regionale sul settore oil & gas

Nel Medio Oriente il conflitto continua a provocare turbolenze nel traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz, con effetti diretti sulle attività di trivellazione. La società evidenzia gravi ripercussioni in Iraq, Kuwait e Qatar, mentre in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti le attività sono in gran parte mantenute.

Fuori dall'area, l'attività di trivellazione cresce negli Stati Uniti, in Canada e in Argentina. Tenaris osserva inoltre che i clienti a livello globale procedono con investimenti in progetti offshore a costi competitivi, mentre il settore concentra sempre più l'attenzione sulla sicurezza e sulla diversificazione dell'approvvigionamento.

Nel nostro precedente articolo sulla richiesta italiana di piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, abbiamo raccontato il confronto diplomatico tra il ministro Antonio Tajani e il collega iraniano Abbas Araghchi per favorire la riapertura del corridoio marittimo senza tariffe o restrizioni. In quel contesto abbiamo evidenziato anche i rischi di escalation nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb e il legame con la stabilità regionale e l’andamento dei prezzi degli idrocarburi.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.