Arredo italiano, export e domanda interna sostengono il settore mentre il digitale resta indietro
Il settore globale dell'arredo continua a espandersi, con consumi trainati dal Nord America e una crescita dell'online che rafforza la trasformazione dei canali di vendita. In questo contesto, l'Italia mantiene una base produttiva solida e una forte vocazione all'export, ma mostra ancora un ritardo relativo nell'adozione delle tecnologie digitali.
Punti chiave
- L'export di arredo italiano raggiungerà 11,2 miliardi di euro nel 2025, rappresentando il 43% della produzione nazionale e mantenendo il quarto posto globale.
- Il mercato mondiale dell'arredo, oggi sopra 800 miliardi di euro e trainato dal Nord America (52% dei consumi), crescerà a 940 miliardi entro il 2030 (+3% annuo).
- In Italia, il digitale passerà dal 31% al 36% delle vendite del settore entro il 2030, ma resta sotto la media globale prevista del 40%.
Scenario di mercato e posizionamento dell'Italia
Come riporta Il Sole 24 Ore, i dati elaborati da Bip nella ricerca «Il Made in Italy nel contesto globale del design, tra instabilità geopolitica e nuove leve competitive» indicano che il mercato mondiale dell'arredo vale oltre 800 miliardi di euro e cresce del 3% annuo, con una proiezione a 940 miliardi entro il 2030. Il Nord America guida la domanda con il 52% dei consumi mondiali, mentre l'arredamento registra il tasso di espansione più sostenuto, pari al 4,4% nel periodo aggregato 2025-2030.La spesa pro capite per la casa è attesa salire da 299 a 365 euro entro la fine del decennio. Anche il canale online rafforza il proprio peso, passando dall'attuale 35% delle vendite globali verso il 40% entro il 2030.
In Italia la domanda supera i 15 miliardi di euro e la ripresa attesa è trainata dal segmento Light & Decor, con una crescita aggregata del 3% tra il 2025 e il 2030. La spesa pro capite si attesta a 244 euro l'anno, il 18% sotto la media globale, ma è vista in aumento a circa 266 euro entro il 2030.
Export, distretti e pressione sui mercati esteri
La produzione nazionale mantiene un presidio solido sul mercato interno, con l'import di mobili che nel 2025 rappresenta meno del 20% dei consumi complessivi. La forza principale del sistema Italia resta però l'estero, con il 43% della produzione destinata all'export per un valore di 11,2 miliardi di euro nel 2025.L'Italia occupa il quarto posto nella classifica globale degli esportatori e il made in Italy di alta gamma vale il 30% dell'export totale del settore. Il Salone del Mobile si conferma intanto la principale piattaforma globale, con oltre 315.000 visitatori da 167 Paesi e il 68% degli espositori provenienti dall'estero.
I distretti del Nord Italia guidano i flussi commerciali, con Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia che coprono circa il 70% dell'export complessivo. Accanto a Francia e U.S., che restano tra le prime destinazioni insieme agli Stati Uniti citati nello studio, crescono hub come Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna, mentre pesano le flessioni della Cina e, nella seconda parte dell'anno, degli U.S. per l'effetto dei dazi.
Sul fronte dei canali, il digitale in Italia ha più che raddoppiato il proprio peso dal 2018, passando dal 14% al 31% delle vendite, con una quota attesa al 36% entro il 2030. Il confronto con il dato globale mostra però che il settore italiano resta ancora indietro nella corsa alle tecnologie digitali, nonostante una struttura industriale e commerciale che continua a reggere sui mercati interni ed esteri.
Nel nostro approfondimento sull’andamento dell’export italiano nel primo semestre 2026 abbiamo evidenziato una crescita del 4,5% in valore, con differenze marcate tra aree geografiche e settori produttivi. L’analisi mostrava quali regioni e comparti hanno trainato le vendite all’estero e dove, invece, si sono registrate flessioni verso mercati chiave come U.S., Turchia e Spagna, mettendo in luce un quadro di tenuta complessiva ma non uniforme.
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