Pavlo Kot

MPS conferma il piano su Banco BPM e Banca Generali, assemblea decisiva il 29 ottobre

MPS conferma il piano su Banco BPM e Banca Generali, assemblea decisiva il 29 ottobre
MPS: piano e assemblea al voto

Monte dei Paschi di Siena va avanti con il proprio riassetto strategico mentre cresce il confronto con l'offerta di Intesa Sanpaolo sul gruppo senese. Il consiglio straordinario non indica rinvii né nuove contromosse e rimanda agli azionisti la valutazione del progetto industriale nella riunione del 29 ottobre.

Punti chiave

  • MPS conferma le offerte previste su Banco BPM e Banca Generali e la fusione con Mediobanca, con voto decisivo dei soci fissato al 29 ottobre.
  • Circa un terzo del capitale di MPS appoggia Intesa Sanpaolo, complicando l'approvazione assembleare del piano del management senese.
  • MPS contesta il premio economico dell'Opas di Intesa, giudicandolo inferiore alla media di mercato e subordinato all'abbandono del proprio progetto industriale.

Piano industriale e nodo dell'offerta concorrente

Come riportato da Teleborsa, il consiglio straordinario di MPS conferma le valutazioni preliminari già emerse sull'offerta di Intesa Sanpaolo, che la scorsa settimana condiziona il ritocco del prezzo dell'Opas alla bocciatura in assemblea delle operazioni straordinarie predisposte dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio. La posizione di Intesa raccoglie il consenso di circa un terzo del capitale di MPS e rende più complessa l'approvazione assembleare del piano della banca senese.

Nel comunicato diffuso al termine del board, MPS non indica nuove iniziative per ostacolare Intesa Sanpaolo e non rinvia l'assemblea. L'istituto conferma quindi il percorso che comprende la doppia offerta su Banco BPM e Banca Generali, oltre alla fusione con Mediobanca, operazioni che devono essere votate dai soci il 29 ottobre.

Il board sostiene che il progetto rappresenta la naturale evoluzione dell'operazione Mediobanca, tutela identità e integrità della banca e punta a creare valore per gli azionisti attraverso maggiore scala, diversificazione dei ricavi e una partecipazione significativa al capitale del gruppo risultante. Il management ribadisce inoltre l'obiettivo di costruire un gruppo bancario e finanziario italiano più ampio e diversificato, con attività integrate nella banca commerciale, nel corporate e investment banking, nel private banking, nel wealth management e nell'advisory.

Implicazioni per gli azionisti e per il consolidamento bancario

MPS sottolinea che l'acquisizione di Mediobanca costituisce il primo passaggio del disegno industriale e che la realizzazione delle sinergie e del valore della combinazione è già in corso all'interno del gruppo. Le operazioni su Banco BPM e Banca Generali, secondo la banca, completerebbero il progetto rafforzando rispettivamente la scala nella banca commerciale e la presenza nel wealth management.

La banca senese contesta anche i termini economici e operativi dell'Opas di Intesa Sanpaolo. Secondo MPS, il premio incorporato nell'offerta resta inferiore alla media osservata nelle offerte pubbliche volontarie comparabili del settore bancario italiano, mentre il progetto di Intesa prevede la disaggregazione di MPS tra diversi perimetri proprietari e industriali e dipende ancora da ulteriori passaggi, decisioni e autorizzazioni.

Monte Paschi evidenzia infine che Intesa subordina la prosecuzione dell'offerta all'abbandono del progetto MPS, pur senza offrire certezza sul completamento dell'operazione. Per gli azionisti questo significa dover assumere decisioni rilevanti in un contesto che la banca definisce ancora incerto, prima della pubblicazione del documento di offerta di Intesa e prima che il consiglio di amministrazione di MPS possa esprimere la propria valutazione formale ai sensi dell'articolo 103 del TUF.

In un nostro precedente articolo abbiamo seguito l’aggregazione tra Banca Sistema e Banca CF+, approvata dalle rispettive assemblee straordinarie. Il via libera ha definito anche i termini tecnici dell’operazione, incluso il concambio (1,35 azioni Banca Sistema per ogni azione Banca CF+), con efficacia prevista dal 7 novembre subordinatamente alle condizioni sospensive. L’operazione chiarisce l’impatto sul capitale e sugli azionisti, inserendosi nel più ampio percorso di integrazione del sistema bancario italiano.

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