Il greggio WTI si stabilizza a 60 dollari mentre le sanzioni e la politica dell'OPEC+ guidano le prossime mosse

Il greggio WTI si stabilizza a 60 dollari mentre le sanzioni e la politica dell'OPEC+ guidano le prossime mosse
Il greggio WTI oscilla vicino ai 60 dollari mentre gli operatori bilanciano le sanzioni, la politica dell'OPEC+ e i dati sulle scorte.

I prezzi del greggio WTI si sono stabilizzati intorno ai 60 dollari al barile mercoledì, con gli operatori che hanno dovuto affrontare un complesso mix di sviluppi geopolitici e segnali di offerta. Le nuove sanzioni statunitensi contro le principali aziende energetiche russe e l'incertezza sulla prossima decisione politica dell'OPEC+ hanno mantenuto il mercato in una situazione di attesa.

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I punti salienti

- Il greggio WTI si mantiene vicino ai 60 dollari in seguito alle sanzioni statunitensi contro le major energetiche russe.

- I grafici tecnici mostrano una resistenza chiave a 63 dollari e un supporto a 55,20 dollari.

- Le decisioni sulla produzione dell'OPEC+ e i dati sulle scorte statunitensi aumentano l'incertezza del mercato.

Allo stesso tempo, i segnali di diminuzione delle scorte statunitensi e i progressi nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina stanno plasmando il sentiment a breve termine.

Il quadro tecnico mostra una resistenza in aumento

Sul grafico giornaliero, il WTI rimane confinato al di sotto della linea di tendenza discendente tracciata dal picco di luglio, con una resistenza nei pressi di 63 dollari che continua a frenare i rally. Le EMA a 20 e 50 giorni tra 60,30 e 61,70 dollari formano uno stretto gruppo di resistenza, evidenziando la difficoltà degli acquirenti a riprendere il controllo. Al di sopra, l'EMA a 100 giorni a 63,15 dollari e l'EMA a 200 giorni a 65,35 dollari rappresentano ostacoli più temibili.

Dinamica del prezzo del greggio WTI (Fonte: TradingView)

Il ribasso rimane chiaramente definito. Il supporto si trova vicino a 58 dollari, mentre il pavimento strutturale chiave si trova a 55,20 dollari - la base del più ampio intervallo di consolidamento che ha guidato le contrattazioni da giugno. Una rottura prolungata al di sotto di questa zona potrebbe aprire la strada verso i 50 dollari. Il momentum è neutro, con l'RSI che si aggira vicino a 48, mostrando una convinzione limitata da entrambe le parti.

Le sanzioni e le dinamiche dell'offerta complicano le prospettive

La mossa dell'amministrazione Biden di inserire Rosneft e Lukoil in una lista nera ha portato nuova incertezza nel commercio energetico globale, ma i mercati rimangono dubbiosi sull'impatto immediato sull'offerta. Le raffinerie indiane hanno temporaneamente sospeso i nuovi ordini, alla ricerca di indicazioni per la conformità, anche se la Indian Oil Corporation, società statale, ha confermato che continuerà ad acquistare legalmente.

Nel frattempo, l'attenzione si è spostata sull'OPEC+, dove le notizie suggeriscono che i membri potrebbero prendere in considerazione un modesto aumento della produzione durante la prossima riunione. L'Arabia Saudita starebbe spingendo per riguadagnare quote di mercato anche se i prezzi rimangono fragili, creando tensioni all'interno del gruppo sul bilanciamento tra produzione e stabilità.

I dati sulle scorte e i segnali della domanda offrono spunti contrastanti

I dati del settore hanno mostrato un calo di 4 milioni di barili nelle scorte di greggio degli Stati Uniti, accompagnato da una diminuzione delle scorte di benzina e di distillati. Tuttavia, le scorte presso l'hub di stoccaggio di Cushing, Oklahoma, sono aumentate, attenuando il segnale rialzista derivante dal calo più ampio.

Le aspettative sulla domanda dipendono anche dai progressi del commercio globale. L'imminente incontro Trump-Xi in Corea del Sud dovrebbe far avanzare i negoziati sulle tariffe, sostenendo potenzialmente il sentimento economico e la domanda di petrolio. Qualsiasi battuta d'arresto, tuttavia, potrebbe rapidamente far crollare l'ottimismo e mettere sotto pressione i prezzi.

Prospettive

Il greggio WTI rimane tecnicamente e fondamentalmente a un bivio. Finché i prezzi rimarranno al di sotto dei 63 dollari, la tendenza a breve termine è neutra o ribassista, con 58 e 55,20 dollari come livelli di supporto chiave. Una rottura decisiva al di sopra dei 63 dollari potrebbe innescare un nuovo slancio verso i 70 dollari, anche se tale movimento richiederebbe probabilmente un chiaro catalizzatore: una sorpresa dovish dell'OPEC+ o sviluppi geopolitici positivi.

Come già discusso in precedenti analisi, il petrolio continua a operare in un contesto macro volatile in cui gli sviluppi politici spesso prevalgono sui fondamentali. La convergenza di sanzioni, decisioni politiche dell'OPEC+ e diplomazia commerciale questa settimana pone le basi per un aumento della volatilità. I trader attenderanno la chiarezza dell'OPEC+ e la reazione dei produttori russi come fattori chiave per la direzione verso novembre.

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