La Commissione Europea presenta la revisione dell’ETS e il piano di elettrificazione per industria e costi energetici

La Commissione Europea presenta la revisione dell’ETS e il piano di elettrificazione per industria e costi energetici
L’UE presenta un nuovo piano per il clima

La Commissione Europea presenta una revisione del Sistema di Scambio delle Emissioni dell’UE (ETS) e un nuovo Piano d’Azione per l’Elettrificazione, nell’ambito della sua strategia per allineare la politica climatica agli obiettivi di competitività e sicurezza energetica. Il pacchetto include anche una proposta per bollette elettriche a prova di futuro, con misure su prezzi del carbonio, efficienza della rete, diffusione dei contatori intelligenti e minore dipendenza dai combustibili fossili.

In evidenza

  • La revisione dell’ETS della Commissione Europea allinea il mercato del carbonio all’obiettivo climatico 2040, destina il 50% dei proventi ETS nazionali alla decarbonizzazione e lancia una Banca per la Decarbonizzazione Industriale da 100 miliardi di euro, inclusi 30 miliardi di euro di ETS Investment Booster prima del 2030.
  • L’espansione dell’ETS include il settore marittimo, l’aviazione (compresi i jet privati dopo il 2029), navi più piccole, incenerimento dei rifiuti urbani e 250 milioni di tonnellate di rimozioni di carbonio domestico, restituendo circa 15 miliardi di euro l’anno al settore navale.
  • Il Piano d’Azione per l’Elettrificazione punta al 50% di copertura dei contatori intelligenti entro il 2030, 200 GW di capacità di accumulo, minore tassazione sull’elettricità rispetto al gas e mira a eliminare gradualmente i 100 miliardi di euro attualmente spesi ogni anno in sussidi ai combustibili fossili.

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Pacchetto clima punta su investimenti ed elettrificazione

Come riportato dalla Commissione Europea, citando le dichiarazioni della Commissione in conferenza stampa, il pacchetto combina una revisione dell’ETS, un Piano d’Azione per l’Elettrificazione e una proposta legislativa sulle bollette elettriche per rafforzare la strategia di transizione dell’Unione. La vicepresidente esecutiva Teresa Ribera afferma che le misure sono pensate per mantenere un segnale credibile sul prezzo del carbonio, migliorare il reinvestimento dei proventi ETS e sostenere un’economia europea più pulita e resiliente.

La Commissione sottolinea che l’ETS ha generato 270 miliardi di euro per investimenti nella decarbonizzazione e contribuito a ridurre le emissioni nei settori coperti, in particolare nella produzione di energia, negli ultimi vent’anni. La revisione mantiene il sistema allineato all’obiettivo climatico UE 2040 e punta a premiare le aziende che investono presto nella decarbonizzazione, offrendo un quadro più prevedibile per i prossimi 20 anni.

Il Commissario per il Clima Wopke Hoekstra afferma che la proposta collega ambizione climatica, competitività industriale e indipendenza energetica. Secondo il piano, le assegnazioni gratuite dopo il 2030 continueranno in cambio di investimenti per la decarbonizzazione in Europa, gli Stati membri dovranno destinare il 50% dei proventi ETS nazionali alla decarbonizzazione dei settori ETS, e una Banca per la Decarbonizzazione Industriale da 100 miliardi di euro, inclusi 30 miliardi di euro di ETS Investment Booster prima del 2030, servirà a rafforzare gli investimenti industriali.

La revisione amplia inoltre la copertura dell’ETS in diversi ambiti. La Commissione prevede che il settore marittimo riceverà circa 15 miliardi di euro l’anno di ritorno, le navi più piccole saranno incluse con alcune esenzioni, e più porti nel Mediterraneo meridionale e nel Regno Unito saranno aggiunti per contrastare i rischi di elusione. Nel settore aereo, dal 2029 il prezzo del carbonio si applicherà ai voli in arrivo entro 5000 km dal centro geografico dell’Europa, mentre anche i jet privati in partenza e in arrivo saranno inclusi; l’incenerimento dei rifiuti urbani e 250 milioni di tonnellate di rimozioni permanenti di carbonio domestico sono anch’essi previsti nelle modifiche proposte.

Bollette, dipendenza dai fossili e impatto industriale

Il Commissario all’Energia Dan Jorgensen afferma che il piano di elettrificazione mira a ridurre l’esposizione dell’Europa ai combustibili fossili importati e ad abbassare i costi energetici strutturali per famiglie e imprese. La Commissione sostiene che il tasso di elettrificazione europeo è fermo al 23% da un decennio e che una più rapida adozione dell’elettricità nei trasporti, nel riscaldamento e nell’industria è necessaria per rafforzare resilienza e competitività.

Il piano prevede una tassazione dell’elettricità inferiore rispetto al gas, tariffe di rete più efficienti e una diffusione più ampia dei contatori intelligenti, con l’obiettivo di almeno il 50% di copertura entro il 2030 e il 75% entro il 2033. Si punta inoltre a 200 GW di capacità di accumulo entro il 2030 e a un futuro quadro normativo per eliminare gradualmente i 100 miliardi di euro attualmente destinati ai sussidi ai combustibili fossili.

Per l’industria, la Commissione afferma che l’elettrificazione è già tecnicamente possibile per il 60% della domanda energetica industriale, e la revisione dell’ETS punta a canalizzare più capitali verso questa transizione. Il pacchetto sostiene anche road map settoriali per l’elettrificazione, supporto alle connessioni di rete e allo stoccaggio, e strumenti finanziari come il leasing sociale e il sostegno agli investimenti in tecnologie pulite.

Per gli edifici, la Commissione punta ad accelerare la diffusione delle pompe di calore entro il 2030, sostenendo che il passaggio dalle caldaie a gas potrebbe ridurre la bolletta media del riscaldamento domestico UE fino al 60%. Gli esponenti spiegano che la strategia più ampia è orientare consumatori e imprese verso un’elettricità locale più economica, usando la politica climatica per sostenere la modernizzazione industriale, la creazione di posti di lavoro e una minore dipendenza energetica esterna.

Nel nostro precedente articolo sui piani della Commissione Europea per la riforma dell’ETS UE abbiamo spiegato come le proposte indirizzerebbero una quota molto maggiore dei ricavi del mercato del carbonio verso la decarbonizzazione industriale in cambio di investimenti in operazioni più pulite. Abbiamo anche evidenziato i piani per rendere più graduale il futuro inasprimento delle restrizioni sulle emissioni rallentando il taglio annuale delle quote e prolungando la disponibilità dei permessi fino agli anni 2040, insieme a un’espansione mirata della copertura dell’aviazione limitata ai voli in arrivo entro 5000 km dall’UE.

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