Il gruppo toscano dell'abbigliamento per bambini avvia l'iter per ritirare le proprie azioni ordinarie dalle negoziazioni su Euronext Growth Milan. La proposta viene sottoposta all'assemblea ordinaria convocata per il 24 settembre 2026, con seconda convocazione il 25 settembre 2026 se necessaria.
Punti chiave
- Monnalisa avvia il processo di delisting da Euronext Growth Milan, sottoponendo la proposta al voto degli azionisti entro settembre 2026.
- I principali azionisti, Jafin Due (70,99%) e Modamet (7,12%), si impegnano solidalmente ad acquistare tutte le azioni offerte dai soci che ne faranno richiesta.
- Il prezzo d'acquisto proposto è 0,6735 euro per azione, che include un premio di circa 5% sul prezzo medio ponderato degli ultimi tre mesi.
Piano di revoca e offerta agli azionisti
Come reso noto da Borsa Italiana, il consiglio di amministrazione di Monnalisa decide di avviare il procedimento per la revoca delle azioni ordinarie della società dalle negoziazioni su Euronext Growth Milan e di sottoporre il delisting al voto degli azionisti nelle prossime settimane.L'assemblea ordinaria viene convocata per il 24 settembre 2026 in prima convocazione e, occorrendo, per il 25 settembre 2026 in seconda convocazione. La decisione del consiglio apre quindi il percorso formale necessario per l'uscita dal listino dedicato alle piccole e medie imprese.
Impegno dei soci di maggioranza e riflessi sul mercato
Nella nota, la società indica che i due principali azionisti, Jafin Due, titolare del 70,99% del capitale sociale, e Modamet, titolare del 7,12%, assumono in solido un impegno volontario di acquisto di tutte le azioni dei soci che ne facciano richiesta.Il prezzo previsto è pari a 0,6735 euro per azione. Il corrispettivo incorpora il prezzo medio ponderato delle azioni registrato negli ultimi tre mesi di negoziazione, maggiorato di un premio di circa il 5%, elemento che definisce le condizioni economiche offerte agli azionisti nell'ambito dell'operazione.
L’Opas volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane su Tim aveva incassato l’adesione dell’amministratore delegato Pietro Labriola e dei dirigenti con responsabilità strategiche, dopo che il consiglio di amministrazione aveva valutato congruo il corrispettivo e positivo il razionale industriale dell’operazione. Nella nostra precedente analisi avevamo evidenziato come il conferimento delle azioni da parte del top management rafforzasse la lettura di allineamento della governance e il segnale al mercato sull’offerta.
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