Pavlo Kot

Borse europee chiudono in calo, spread BTP-Bund risale con tensioni su energia e titoli di Stato

Borse europee chiudono in calo, spread BTP-Bund risale con tensioni su energia e titoli di Stato
Borse giù, spread risale

Le Borse europee chiudono in netto ribasso dopo un peggioramento nel pomeriggio, mentre il mercato resta concentrato sui rischi geopolitici e sulle prospettive di approvvigionamento energetico. La pressione torna anche sui titoli di Stato, con lo spread tra BTP e Bund che risale a 91 punti base e il rendimento del decennale italiano al 4,44%.

Punti chiave

  • Gli indici europei chiudono in calo, con Francoforte a meno 1,60%, Londra meno 1,45%, Parigi meno 1,49% e FTSE MIB meno 1,60%.
  • Lo spread BTP-Bund risale mentre le aspettative di inflazione nell'Eurozona aumentano ad agosto al 3% a un anno e 2,9% a tre anni, sostenute dal rincaro energetico.
  • Saudi Aramco comunica la sospensione delle forniture di greggio ad alcuni raffinatori europei, aumentando la tensione sul comparto energetico e la volatilità del petrolio.

Mercati sotto pressione tra energia e macroeconomia

Come riportato da Borsa Italiana, il calo dei listini europei si accompagna alla volatilità del petrolio e a una nuova ondata di vendite sui titoli di Stato dopo il parziale recupero della seduta precedente. L'attenzione resta rivolta ai colloqui tra gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo attesi la prossima settimana a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mentre Saudi Aramco comunica ad alcuni raffinatori europei che non riceveranno forniture di greggio il prossimo mese dopo l'attacco all'oleodotto Est-Ovest.

Sul fronte macroeconomico, la produzione manifatturiera statunitense registra ad agosto un calo inatteso dopo sette aumenti mensili consecutivi, anche se l'attività continua a essere sostenuta dall'espansione del settore dell'intelligenza artificiale. Nell'Eurozona, sempre ad agosto, le aspettative di inflazione delle famiglie aumentano sulla scia del rincaro energetico, con quelle a un anno che salgono al 3% e quelle a tre anni al 2,9%.

Nel mercato valutario l'euro contro dollaro U.S. resta sostanzialmente stabile a 1,147. L'oro segna un progresso dello 0,34%, mentre il petrolio Light Sweet Crude Oil si mantiene quasi invariato a 101,9 dollari al barile.

Milano e principali piazze europee in rosso

Tra i principali listini del continente, Francoforte registra un ribasso dell'1,60%, Londra perde l'1,45% e Parigi cede l'1,49%. A Piazza Affari il FTSE MIB lascia sul terreno l'1,60%, mentre il FTSE Italia All-Share chiude a 54.134 punti; più contenuti i cali del FTSE Italia Mid Cap, in flessione dello 0,29%, e del FTSE Italia Star, in discesa dello 0,22%.

Tra le blue chip milanesi si mettono in evidenza STMicroelectronics con un rialzo del 2,30%, Prysmian a più 0,66% e Brunello Cucinelli a più 0,59%. Sul fronte opposto, Stellantis guida i ribassi con un calo del 5,23%, seguita da Unicredit a meno 3,05%, Hera a meno 3,02% e Unipol a meno 2,75%.

Nel segmento delle mid cap avanzano SOL, LU-VE Group, Carel Industries e Technoprobe. Le vendite colpiscono invece Ferragamo, Banco Desio, NewPrinces e Alerion Clean Power, confermando un clima di debolezza diffuso su gran parte del mercato italiano.

Nel nostro precedente approfondimento sul richiamo dell’Italia all’Eurogruppo sull’emergenza energia e sull’aumento dell’onere del debito, abbiamo evidenziato come il governo abbia legato la dinamica dell’inflazione soprattutto agli shock di offerta e al rischio di ulteriori rialzi se i conflitti dovessero proseguire. Nell’articolo si sottolineava anche che tassi più alti e costi energetici elevati stanno mettendo sotto pressione famiglie e imprese, con ricadute sulla competitività e sulla tenuta finanziaria complessiva.

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