Microsoft resta fondamentalmente solida mentre i rendimenti pesano sulle valutazioni dell’AI

Microsoft resta fondamentalmente solida mentre i rendimenti pesano sulle valutazioni dell’AI
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​MSFT si avvicina alla fine della settimana intorno a 481-482 $, dopo una correzione significativa dai massimi di agosto, superiori a 510 $. Giovedì, le azioni sono scese di circa lo 0,7%, mentre la pressione proviene ora meno dall’attività sottostante di Microsoft e più da una rivalutazione generale dell’intero segmento dell’AI.

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Dopo un forte rally seguito alla pubblicazione dei risultati, gli investitori sono diventati più esigenti nel valutare l’entità delle spese in conto capitale e i tempi di ritorno di tali investimenti. Allo stesso tempo, i dati operativi continuano a offrire a Microsoft un solido cuscinetto: nel quarto trimestre fiscale, i ricavi sono aumentati del 18%, raggiungendo 90,0 miliardi di dollari, Microsoft Cloud ha generato 59,3 miliardi di dollari e la crescita di Azure ha accelerato al 43% su base annua. Le obbligazioni commerciali residue hanno registrato un balzo dell’84%, raggiungendo 678 miliardi di dollari, indicando un volume molto elevato di domanda futura già contrattualizzata.

La spesa per l’AI resta il principale interrogativo sulla valutazione

La domanda chiave ora è se Microsoft riuscirà a trasformare abbastanza rapidamente l’espansione della propria infrastruttura AI in ricavi aggiuntivi. Il mercato non è preoccupato dalla mancanza di domanda in sé, bensì dall’enorme entità degli impegni relativi a data center, energia e capacità di calcolo.

Bernstein, ad esempio, mantiene una visione molto più ottimistica e valuta MSFT 660 $, osservando che le azioni vengono scambiate a circa 25 volte il P/E forward, rispetto a una valutazione storicamente più elevata, intorno a 33 volte. Gli analisti sottolineano inoltre che una parte significativa degli impegni infrastrutturali futuri è distribuita su diversi anni, mentre l’AI rappresenta ancora solo una parte di Microsoft Cloud; ciò significa che l’ulteriore crescita di Azure non dipende esclusivamente dall’AI generativa.

Allo stesso tempo, vi sono segnali che l’espansione fisica della nuova capacità potrebbe incontrare vincoli legati alla costruzione e alla fornitura di energia, rendendo il ritmo di implementazione dei data center uno dei principali rischi per i prossimi trimestri.

Dati PMI statunitensi solidi mantengono la pressione sui Treasury

Il contesto macroeconomico odierno è stato piuttosto negativo per MSFT e per gli altri titoli tecnologici costosi. Il dato preliminare dell’S&P Composite PMI statunitense di agosto è salito a 56,0 da 54,5, mentre il Services PMI ha accelerato nettamente a 56,8 da 54,6, indicando un significativo rafforzamento dell’attività nel principale settore dell’economia statunitense. Al contrario, il Manufacturing PMI è sceso a 53,2 da 53,9, ma è rimasto comodamente al di sopra della soglia di 50 che separa l’espansione dalla contrazione. Nel complesso, i dati mostrano che l’economia statunitense resta altamente resiliente, soprattutto grazie al settore dei servizi, e riducono la necessità per la Fed di muoversi rapidamente verso una politica più accomodante.

Per Microsoft, questi dati hanno un effetto misto. Da un lato, una forte attività economica sostiene i budget IT aziendali e la domanda di Azure, servizi cloud e prodotti di AI, con effetti positivi sulle prospettive fondamentali della società. Dall’altro, letture del Composite PMI e del Services PMI inaspettatamente solide aumentano il rischio che le pressioni inflazionistiche rimangano persistenti e che i tassi della Fed restino elevati più a lungo. È questo secondo fattore che potrebbe avere un impatto maggiore su MSFT attraverso il mercato obbligazionario.

I rendimenti dei Treasury statunitensi hanno ricevuto un’ulteriore ragione per rimanere su livelli elevati dopo i solidi dati PMI. Per Microsoft, ciò è particolarmente importante dopo il massiccio aumento della spesa per l’infrastruttura AI: un rendimento elevato dei Treasury decennali aumenta il tasso di sconto e, allo stesso tempo, rende i titoli tecnologici costosi meno attraenti rispetto alle obbligazioni prive di rischio. Pertanto, anche in presenza di dati molto solidi su Azure e di un ampio portafoglio di contratti commerciali, il mercato potrebbe essere riluttante ad ampliare il multiplo di valutazione di MSFT finché i rendimenti non inizieranno a diminuire in modo sostenuto.

480 $ resta il principale supporto di breve termine

Di conseguenza, il quadro fondamentale di Microsoft resta solido, ma il segnale macroeconomico odierno aumenta piuttosto i rischi di breve termine per il titolo. La solidità del settore dei servizi conferma la resilienza della domanda aziendale, ma allo stesso tempo sostiene lo scenario di tassi elevati più a lungo. Pertanto, il prossimo movimento di MSFT dipenderà dalla capacità della crescita di Azure e della monetizzazione dell’AI di compensare la pressione dei Treasury e aspettative più restrittive sulla politica della Fed.

Per ora, il prezzo delle azioni MSFT resta sotto pressione di vendita, ma il supporto intorno a 480 $ continua a frenare i venditori, mantenendo intatte le possibilità di un rimbalzo verso 492-500 $, dove, come ho osservato in Microsoft rimbalza mentre i riacquisti dei Treasury allentano la pressione sulle valutazioni, potrebbe emergere una moderata pressione di vendita. La perdita di questo supporto porterebbe a un calo verso 468-460 $, anche se gli acquirenti potrebbero diventare più attivi su quei livelli.

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