Warsh rafforza le scommesse sui rialzi dei tassi mentre il mercato obbligazionario resta cauto
Gli investitori obbligazionari stanno contrastando le crescenti aspettative secondo cui il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh si starebbe preparando ad aumentare i tassi d’interesse a settembre. Il suo discorso a Jackson Hole ha rafforzato le ragioni di mercato a favore di una politica più restrittiva, ma diversi grandi gestori di obbligazioni restano convinti che la Fed non darà seguito alle sue intenzioni se i dati in arrivo continueranno a indebolirsi.
Punti chiave
- I mercati ora propendono per un rialzo dei tassi della Fed a settembre.
- Gli investitori obbligazionari restano cauti sulle scadenze lunghe.
- I dati sull’occupazione e sull’inflazione potrebbero ancora modificare le prospettive.
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Secondo Bloomberg, i mercati degli swap ora assegnano una probabilità di circa il 60% a un rialzo dei tassi a settembre, dopo che Warsh ha ribadito la sua attenzione nel riportare l’inflazione verso l’obiettivo della Fed. I rendimenti dei Treasury biennali sono scesi a circa il 4,32% negli scambi asiatici di lunedì, dopo aver registrato venerdì il maggiore aumento in oltre due mesi, a dimostrazione del fatto che gli investitori stanno ancora rivalutando quanto sia effettivamente probabile un’ulteriore stretta.
I mercati scontano un rialzo, ma gli investitori restano cauti
La divergenza riflette l’incertezza su come interpretare Warsh, che ha fornito indicazioni prospettiche meno esplicite rispetto ai precedenti presidenti della Fed. I suoi commenti hanno mosso ripetutamente il mercato dei Treasury da quando è entrato in carica a maggio, ma gli investitori hanno faticato a tradurre la sua retorica sull’inflazione in un percorso di politica monetaria prevedibile.
Per questo alcuni gestori di portafoglio stanno evitando i Treasury a lunga scadenza, i cui rendimenti restano vulnerabili alle preoccupazioni sulla credibilità della Fed e sulla persistenza dell’inflazione. I costi di finanziamento a lunga scadenza sono già saliti a livelli che non si vedevano da circa due decenni.
Lo scetticismo è rafforzato dai recenti dati economici. La crescita dell’occupazione ha rallentato, mentre i dati sull’inflazione pubblicati dalla riunione di luglio sono risultati più deboli del previsto. Questi dati lasciano alla Fed margine per mantenere nuovamente invariati i tassi, anche dopo che Warsh ha sottolineato che la stabilità dei prezzi resta la priorità.
Barclays assume una posizione più restrittiva
Non tutti gli investitori stanno opponendo resistenza al cambiamento. Barclays ora prevede che la Fed aumenterà i tassi di 25 punti base a settembre e nuovamente a dicembre, ribaltando la precedente previsione di tassi invariati fino alla fine dell’anno.
La banca ha interpretato le osservazioni di Warsh a Jackson Hole come un segnale più forte della possibile necessità di un’ulteriore stretta, soprattutto se l’inflazione non mostrerà progressi duraturi verso il 2%. Anche i futures sui tassi d’interesse si sono mossi nella stessa direzione, con i mercati che hanno portato a maggioranza la probabilità di un rialzo a settembre.
La decisione di settembre diventa un test di credibilità
Il dibattito è importante perché la prossima riunione della Fed non viene più considerata semplicemente una questione di variazione dei tassi di 25 punti base. Sta diventando un test di come gli investitori debbano interpretare Warsh e di quanta fiducia possano riporre nelle sue indicazioni di politica monetaria.
Se la Fed aumenterà i tassi, gli attuali prezzi di mercato saranno in gran parte convalidati. Se invece i funzionari manterranno nuovamente i tassi invariati nonostante le persistenti preoccupazioni sull’inflazione, gli investitori in Treasury potrebbero rivalutare la funzione di reazione della Fed e richiedere un premio maggiore sul debito a più lunga scadenza.
Questo rende cruciali i dati sull’occupazione di questa settimana e i prossimi rapporti sull’inflazione. Con i rendimenti dei Treasury biennali vicini al 4,32% e i mercati che scontano una probabilità di circa il 60% di un rialzo, variazioni relativamente contenute nei dati potrebbero provocare un’altra brusca revisione dei prezzi lungo tutta la curva dei Treasury.
Abbiamo inoltre riportato che il presidente della Fed Kevin Warsh aggiunge membri senior allo staff per guidare la revisione della politica monetaria.
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