Il Senato degli Stati Uniti non riesce a far avanzare il Clarity Act tra le dispute etiche sulle partecipazioni crypto di Trump
La regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti ha subito una battuta d’arresto martedì, dopo che il Senato non è riuscito a far avanzare il Clarity Act in una votazione procedurale preliminare. Il disegno di legge, che creerebbe il primo quadro federale organico per gli asset digitali, non ha raggiunto i voti necessari dopo che i Democratici hanno negato il loro sostegno per preoccupazioni etiche legate agli interessi crypto del presidente Donald Trump.
Punti chiave
- Il Senato degli Stati Uniti non riesce a far avanzare il Clarity Act, non raggiungendo i 60 voti necessari e lasciando bloccati gli sforzi per regolamentare il settore crypto in vista delle elezioni di novembre.
- Le obiezioni dei Democratici sulle questioni etiche, alimentate dalle partecipazioni crypto di Trump legate a World Liberty Financial e dal suo memecoin TRUMP, restano il principale ostacolo ai progressi.
- SEC e CFTC procedono con un’attività normativa indipendente sulle criptovalute, mentre il presidente della SEC Paul Atkins sottolinea il costante impegno per la tutela degli investitori nonostante i ritardi legislativi.
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La votazione al Senato blocca l’iniziativa normativa
Il Senato non è riuscito a far avanzare il Clarity Act dopo che il provvedimento non ha raggiunto i 60 voti necessari per procedere, secondo The Block. La battuta d’arresto lascia in sospeso una delle principali priorità legislative dell’industria crypto, mentre il calendario del Congresso si restringe in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
La senatrice Cynthia Lummis, una delle principali promotrici del disegno di legge, aveva definito la votazione un momento del tipo "ora o mai più". Il provvedimento è stato rinviato a causa delle dispute sulle regole per le stablecoin, sulle misure di tutela contro la finanza illecita e sulle disposizioni etiche.
I Repubblicani hanno presentato una formulazione rivista prima della votazione, riguardante i "protocolli di finanza non decentralizzati", e in seguito hanno aggiunto disposizioni che concedono ai procuratori generali degli Stati maggiore margine per far rispettare le norme etiche. I Democratici hanno affermato che le modifiche non risolvevano le loro preoccupazioni, poiché l’applicazione delle norme dipenderebbe ancora in parte dalla discrezionalità del Dipartimento di Giustizia.
Il calendario elettorale e l’azione delle agenzie delineano le prospettive
La votazione fallita lascia poco tempo per un nuovo tentativo prima che i legislatori rivolgano la loro attenzione alle elezioni di metà mandato. Anche se il Senato ripresentasse e approvasse il provvedimento, la Camera dovrebbe comunque approvarlo, rendendo sempre più difficile un’azione definitiva prima di novembre.
L’opposizione democratica si è concentrata sui crescenti interessi crypto di Trump, tra cui World Liberty Financial e il memecoin TRUMP, diventati il principale ostacolo al sostegno bipartisan.
Nel frattempo, SEC e CFTC continuano a sviluppare norme sulle criptovalute senza attendere il Congresso. Il presidente della SEC Paul Atkins ha sostenuto il Clarity Act, sottolineando al contempo che l’agenzia continuerà a perseguire misure mirate alla tutela degli investitori e all’innovazione dei mercati.
La nostra precedente analisi del Clarity Act ha esaminato il percorso verso la votazione, compresa la disputa sulle disposizioni etiche e la proposta parallela della SEC sugli agenti di trasferimento, che potrebbe ampliare l’infrastruttura per i titoli tokenizzati anche senza un intervento del Congresso.
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