Secondo quanto approvato dal consiglio di amministrazione di illycaffè Spa, il gruppo chiude il 2025 con ricavi record di 700 milioni di euro, sostenuti dalla crescita dei volumi nei mercati chiave, in particolare Italia e U.S. La società segnala tuttavia che il contesto resta sotto pressione per l’aumento dei costi logistici e delle materie prime, dopo una fase che l’amministratrice delegata Cristina Scocchia definisce di “tempesta perfetta”.
In evidenza
- Nel 2025 Illycaffè registra ricavi di 700 milioni di euro, +12% a cambi costanti, trainati da crescita dei volumi in Italia e U.S.
- Il prezzo medio del caffè verde sale a 368 centesimi per libbra, triplo della media storica, con Ebitda a 90 milioni e utile netto a 20 milioni.
- Le tensioni in Iran fanno salire i costi di spedizione di 300-400 dollari per container, mentre la crescita dei fertilizzanti alimenta ulteriori pressioni sui costi.
Volumi in crescita e bilancio 2025 positivo
Nel 2025 i ricavi del gruppo aumentano del 12% a cambi costanti rispetto all’esercizio precedente, mentre la crescita è dell’11% a cambi correnti. L’espansione organica è sostenuta da un incremento dei volumi in tutti i principali mercati, con un contributo particolare di Italia e U.S., indicati come Paesi strategici per il gruppo. Il percorso di crescita si inserisce in un arco di quattro anni in cui i ricavi passano da 500 milioni a 700 milioni di euro, nonostante pandemia, protezionismo, dazi e rincari energetici.Margini, caffè verde e pressione sui costi
Il 2025 è segnato da un forte aumento del prezzo della materia prima, con il caffè verde che raggiunge in media 368 centesimi per libbra, oltre il 50% in più rispetto al 2024 e circa il triplo della media storica dal 1972. Illycaffè indica che questa dinamica inflattiva viene in parte assorbita attraverso strategie di pricing e misure di efficientamento dei costi. In questo contesto, l’Ebitda si attesta a 90 milioni di euro, l’utile netto a 20 milioni e la posizione finanziaria netta a 197 milioni, soprattutto per l’aumento dei costi della materia prima e per iniziative strategiche legate alla crescita, incluse due acquisizioni.Scenario internazionale e impatto sul settore
La società osserva che le tensioni geopolitiche in Iran stanno già incidendo sui costi di spedizione, con rincari di 300-400 dollari per container rispetto ai livelli precedenti all’attacco. A questo si aggiunge l’aumento del prezzo dei fertilizzanti come l’urea, un fattore che può far salire ulteriormente i costi di produzione nel comparto del caffè. Sul fronte dell’Arabica, le previsioni sul prossimo raccolto in Brasile sono al momento considerate favorevoli per qualità e quantità, mentre gli analisti indicano un possibile calo del caffè verde verso quota 250, pur in un quadro che resta incerto.In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato l’impatto delle tensioni in Medio Oriente su export e logistica, con spedizioni in frenata e costi di trasporto in forte aumento per le aziende italiane. Avevamo evidenziato anche la pressione su energia e materie prime, con un effetto diretto sui margini e il rischio di ulteriori rincari trasferiti ai clienti nelle settimane successive.
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