Eni ottiene outlook stabile da S&P Global, confermati i rating A-/A-2
Il miglioramento dei parametri di credito e una solida performance operativa sostengono la revisione dell'outlook di Eni da negativo a stabile da parte di S&P Global Ratings. L'agenzia conferma anche i rating 'A-/A-2' e indica per il gruppo una generazione di cassa più robusta nel 2026 e nel 2027, nonostante ipotesi di prezzi energetici più bassi negli anni successivi.
Punti chiave
- S&P Global Ratings ha rivisto l'outlook su Eni da negativo a stabile e confermato i rating 'A-/A-2', citando solidità operativa e migliori indicatori di credito.
- S&P prevede un flusso di cassa operativo superiore a 8 miliardi di euro annui nel 2026-2027, rispetto a circa 4 miliardi nel 2025, con capex lordi di 7 miliardi e 6 miliardi rispettivamente.
- Eni ha alzato la previsione di crescita produttiva 2026 a circa il 5%, con volumi medi stimati a 1,8 milioni di barili/giorno e una sostituzione riserve organica del 167% nel 2025.
Revisione del rating e previsioni finanziarie
S&P Global Ratings ha rivisto l'outlook su Eni da negativo a stabile e ha confermato i rating 'A-/A-2', mantenendo anche il giudizio 'A-' sul debito senior non garantito e 'BBB' sugli strumenti ibridi, come riportato da Borsa Italiana.Secondo l'agenzia, la decisione riflette la continua solidità operativa del gruppo e il rafforzamento dei principali indicatori di credito, sostenuti anche da condizioni di mercato ancora favorevoli. S&P stima che il rapporto FFO/debito salga a circa il 50% nel 2026, dal 33% del 2025, e resti intorno a quel livello anche nel 2027 e nel 2028 grazie alla disciplina sui costi e alla crescita delle attività non upstream.
L'agenzia prevede inoltre un free operating cash flow solido nel 2026 e nel 2027. Per lo stesso periodo indica un flusso di cassa operativo superiore a 8 miliardi di euro l'anno, rispetto a circa 4 miliardi nel 2025, sulla base di ipotesi che includono Brent a 95 dollari al barile e gas TTF a 20 dollari per milione di unità termiche britanniche per il resto del 2026, e rispettivamente 80 dollari e 14 dollari nel 2027, con capex lordi pari a 7 miliardi di euro nel 2026 e 6 miliardi nel 2027.
Crescita produttiva e impatto sul profilo del gruppo
La valutazione beneficia anche dell'andamento della produzione. Dopo la forte crescita registrata nella prima metà del 2026, Eni alza la previsione per l'intero anno a circa il 5%, dal precedente intervallo del 3%-4%, mentre S&P stima volumi medi complessivi intorno a 1,8 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno nel 2026.La crescita si distribuisce sull'intero portafoglio, con contributi da Norvegia e Africa occidentale, e si accompagna a un portafoglio definito diversificato di opportunità di sviluppo organico. S&P segnala inoltre che l'esperienza del gruppo nell'esplorazione e nell'avvio dei progetti sostiene ulteriore crescita di produzione e cassa lungo l'orizzonte di previsione, come mostra anche la sostituzione organica delle riserve del 167% nel 2025.
Sul fronte della remunerazione agli azionisti, Eni punta attualmente a rendimenti pari al 35%-45% del flusso di cassa operativo. Per il 2026, S&P ipotizza un dividendo base di circa 3,2 miliardi di euro e buyback per 3,4 miliardi, ma prevede comunque un flusso di cassa discrezionale superiore a 1 miliardo di euro nonostante l'elevato livello dei pagamenti.
L’upgrade del rating di Banco Bpm da parte di S&P Global Ratings è stato al centro di un nostro precedente approfondimento, con il passaggio del giudizio di lungo termine a BBB+ e outlook positivo. Nell’articolo abbiamo spiegato che la revisione riflette il ripristino della posizione di capitale risk adjusted dopo l’acquisizione di Anima e i progressi sull’integrazione, elementi che secondo l’agenzia sostengono stabilità dei ricavi e rafforzamento nel wealth management domestico.
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