I rendimenti dei Treasury arretrano dal massimo degli ultimi 19 anni in vista dei verbali della Fed

I rendimenti dei Treasury arretrano dal massimo degli ultimi 19 anni in vista dei verbali della Fed
I rendimenti dei Treasury si attenuano in vista dei verbali chiave della Fed

​I rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti mercoledì dopo che una forte ondata di vendite sui bond globali ha spinto i costi di finanziamento a lungo termine ai massimi pluridecennali. Il ritracciamento ha offerto un certo sollievo ai mercati, ma le preoccupazioni per l’inflazione, il debito federale e le prospettive della politica della Federal Reserve sono rimaste ben presenti.

Punti chiave

  • Il rendimento decennale è sceso a circa il 4686%.
  • Il rendimento trentennale è calato a circa il 5272%.
  • Il picco del trentennale di martedì è stato il più alto degli ultimi 19 anni.
  • I mercati attendono i dettagli dei verbali della Fed.

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Il rendimento del Treasury decennale di riferimento è sceso di circa 2 punti base, al 4686%, mentre quello biennale, sensibile alla politica monetaria, è diminuito di oltre 2 punti base, al 4154%. Il rendimento trentennale è calato di oltre 1 punto base, al 5272%, dopo essere salito martedì sopra il 5,33%, il livello più alto degli ultimi 19 anni, riferisce CNBC.

La pressione sulle obbligazioni a lungo termine si attenua

Il calo di mercoledì ha fatto seguito a un’aggressiva ondata di vendite sulla parte lunga della curva dei Treasury. Il movimento rientrava in una più ampia rivalutazione del debito pubblico globale, mentre gli investitori valutavano i persistenti rischi inflazionistici e le crescenti pressioni fiscali.

La pressione si è estesa ben oltre gli Stati Uniti. Martedì il rendimento dei titoli di Stato giapponesi decennali ha raggiunto il massimo degli ultimi tre decenni. I rendimenti dei titoli tedeschi trentennali sono saliti al livello più alto dal 2011, mentre quelli francesi equivalenti hanno raggiunto livelli che non si vedevano dal 2008.

Le condizioni fiscali statunitensi aggiungono un’ulteriore fonte di incertezza. Il deficit del bilancio federale si è ampliato a 432,3 miliardi di dollari a luglio, il maggiore disavanzo mensile dal marzo 2021. Il deficit dell’anno fiscale si avvicina ora a 1800 miliardi di dollari.

Anche i costi di finanziamento sono diventati sempre più importanti per gli investitori obbligazionari. Gli interessi sul debito nazionale, prossimo ai 40.000 miliardi di dollari, hanno raggiunto quest’anno circa 1200 miliardi di dollari. Un forte ricorso all’indebitamento da parte del governo può mantenere la pressione al rialzo sui rendimenti a più lunga scadenza, poiché gli investitori richiedono una maggiore remunerazione per detenere il debito.

I verbali della Fed riportano i tassi al centro dell’attenzione

L’attenzione si sposta ora sui verbali della riunione del Federal Open Market Committee, attesi mercoledì pomeriggio. Gli investitori cercano indicazioni su come i responsabili della politica monetaria valutino l’inflazione e sulla possibilità che un altro rialzo dei tassi possa ottenere consenso.

La riunione di luglio ha evidenziato una spaccatura insolitamente netta all’interno della banca centrale. Tre esponenti si sono opposti a favore di un rialzo dei tassi d’interesse, rendendo i verbali particolarmente importanti per valutare gli equilibri interni.

I rischi geopolitici rappresentano un’ulteriore complicazione. I negoziati tra Washington e Teheran si sono arenati, alimentando i timori che tensioni prolungate in Medio Oriente possano mantenere elevati i costi dell’energia. Una nuova spinta inflazionistica renderebbe più difficile per la Fed orientarsi verso una politica più accomodante.

I rendimenti più elevati aumentano la posta in gioco per i mercati

Il ritracciamento offre un sollievo limitato dopo che il rendimento trentennale ha superato il 5,33%. I tassi a lungo termine influenzano i mutui, i finanziamenti societari e i tassi di sconto utilizzati dagli investitori per valutare le azioni, rendendo significativi per l’economia nel suo complesso i movimenti persistenti su questi livelli.

La combinazione di un deficit dell’anno fiscale vicino a 1800 miliardi di dollari, costi per interessi pari a circa 1200 miliardi di dollari e persistenti rischi inflazionistici potrebbe mantenere elevata la volatilità dei Treasury. I verbali della Fed potrebbero ora determinare se il ritracciamento di mercoledì si trasformerà in una stabilizzazione più ampia o si rivelerà temporaneo.

Come abbiamo già riferito, i rendimenti dei Treasury salgono dopo che la Fed mantiene invariati i tassi.

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