Il petrolio sale mentre persistono le incertezze su Hormuz
I prezzi del petrolio sono saliti lunedì dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto una proposta iraniana volta a porre fine al conflitto e a riaprire lo Stretto di Hormuz. La decisione ha riacceso le preoccupazioni per le forniture attraverso uno dei corridoi energetici più importanti al mondo, anche se le esportazioni di greggio dal Medio Oriente hanno continuato a recuperare.
Punti chiave
- Il Brent ha guadagnato il 2,86%, mentre il WTI è salito del 3,04%.
- I negoziati tra Stati Uniti e Iran restano molto distanti sulle questioni chiave.
- Le esportazioni di greggio dal Medio Oriente stanno recuperando nonostante i rischi.
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I future sul Brent sono saliti del 2,86% a 107,30 $ al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha guadagnato il 3,04%, raggiungendo 95,22 $. L'aumento è seguito al rifiuto da parte di Trump della proposta iraniana nel fine settimana, ha riferito Reuters.
I negoziati si bloccano mentre l'attenzione resta concentrata su Hormuz
L'Iran ha presentato la sua proposta durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York e l'ha trasmessa a Washington tramite mediatori qatarioti. Il piano prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati entro sette giorni, a condizione che venissero soddisfatte diverse richieste iraniane. Trump ha respinto la proposta sabato, anche se domenica ha dichiarato di aspettarsi ulteriori colloqui tra i negoziatori statunitensi e l'Iran nel corso di questa settimana.
Lo stallo diplomatico ha mantenuto un premio geopolitico sui prezzi del greggio, poiché il normale traffico attraverso Hormuz non è ancora stato ripristinato. La via d'acqua trasporta normalmente circa un quinto-un quarto dei flussi petroliferi globali, rendendo particolarmente importante qualsiasi interruzione per i mercati energetici internazionali.
Le esportazioni dal Medio Oriente recuperano
Le condizioni dell'offerta fisica sono tuttavia migliorate. I dati preliminari di Kpler hanno mostrato che le esportazioni di greggio dei principali produttori mediorientali sono risalite a 12,8 milioni di barili al giorno a settembre, il livello più alto dall'inizio del conflitto a febbraio.
Le spedizioni attraverso Hormuz erano sulla buona strada per raggiungere circa 7,4 milioni di barili al giorno questo mese. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno aumentato le esportazioni, mentre l'Arabia Saudita ha dirottato parte delle spedizioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso a Ras Tanura dopo che gli attacchi hanno danneggiato l'oleodotto East-West.
Lunedì i prezzi spot del petrolio sono saliti: il Brent ha guadagnato l'1,35%, mentre il WTI è balzato di oltre il 2% a causa dell'incertezza su una potenziale restrizione statunitense alle esportazioni di diesel.
Anche il gasolio europeo a basso tenore di zolfo è stato scambiato la scorsa settimana a un premio record di circa 95 $ al barile rispetto al Brent. Goldman Sachs ha stimato che ogni settimana di un divieto statunitense sulle esportazioni di diesel potrebbe far aumentare di circa 3 $ al barile, ovvero poco meno del 2%, i prezzi all'ingrosso del diesel in Europa.
La ripresa dell'offerta incontra il rischio geopolitico
La ripresa delle esportazioni dal Medio Oriente offre un certo sollievo, ma il mercato petrolifero resta sensibile agli sviluppi intorno a Hormuz. I nuovi attacchi in altre zone della regione, compresi i missili e i droni Houthi intercettati diretti contro l'Arabia Saudita, continuano a evidenziare la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche e delle rotte marittime.
Per i mercati del greggio, ciò lascia in campo due forze contrapposte. La ripresa delle esportazioni sta reimmettendo più barili nell'offerta globale, mentre lo stallo diplomatico mantiene elevato il rischio di nuove interruzioni. Con il Brent sopra i 107 $ e il WTI sopra i 95 $, i trader continuano ad attribuire un peso considerevole agli sviluppi geopolitici.
Abbiamo inoltre riferito che l'Iran spinge per i negoziati mentre prosegue la situazione di stallo a Hormuz.
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