Poste Italiane ottiene rating overweight da Morgan Stanley, TIM vista come leva di crescita
La ripresa della copertura su Poste Italiane rafforza l'attenzione del mercato sulle prospettive industriali del gruppo e sul contributo potenziale dell'operazione TIM. Morgan Stanley assegna un prezzo obiettivo di 29 euro e indica un upside di circa il 20%, collegando la valutazione soprattutto alle sinergie attese e alla maggiore capacità di generare cassa.
Punti chiave
- Morgan Stanley assegna rating Overweight a Poste Italiane, identificando TIM come nuova leva di crescita grazie a sinergie di connettività, cloud e cybersecurity.
- Il management prevede 700 milioni di euro di sinergie ante imposte, con presentazione di un piano industriale integrato nel primo trimestre 2027 per chiarire allocazione della cassa e aree di sviluppo.
- Morgan Stanley stima EPS rettificato Poste in crescita dell'8-10% tra 2028-2029 e proietta free cash flow pro forma a 1,1-1,2 miliardi di euro, evidenziando rischi legati a sinergie e investimenti TIM.
Sinergie attese e piano industriale 2027
Come riportato da Teleborsa, Morgan Stanley ha ripreso la copertura su Poste Italiane con rating "Overweight" e ha indicato TIM come il prossimo capitolo della storia di crescita del gruppo.Secondo gli analisti, la logica industriale dell'operazione si basa sulla capacità storica di Poste di distribuire una gamma di prodotti sempre più ampia attraverso la propria rete fisica e digitale. TIM, nella lettura della banca d'affari, aggiunge opportunità di cross-selling nei servizi di connettività per i clienti retail e amplia l'offerta verso imprese e pubblica amministrazione con servizi di connettività, cloud e cybersecurity.
Il management punta a 700 milioni di euro di sinergie ante imposte, di cui 500 milioni da efficienze sui costi e oltre 200 milioni da sinergie sui ricavi. Morgan Stanley giudica questo obiettivo raggiungibile, in particolare per le opportunità commerciali nei segmenti Enterprise e Pubblica Amministrazione, e ritiene che la stima possa anche rivelarsi prudenziale.
La banca prevede inoltre un piano industriale congiunto nel primo trimestre del 2027, che dovrebbe chiarire tempi e modalità di realizzazione delle sinergie, l'impiego della cassa aggiuntiva e possibili ulteriori aree di crescita. Nel lungo periodo, gli analisti vedono anche il potenziale per un ruolo di leadership nell'intelligenza artificiale in Italia, grazie alla combinazione tra infrastrutture e competenze tecnologiche di TIM e la base dati clienti di Poste.
Impatto su utili, cassa e rischi per gli azionisti
Morgan Stanley stima un incremento dell'EPS rettificato dell'8-10% nel biennio 2028-2029, pur osservando che il beneficio per gli azionisti di Poste dipende anche da dove verranno generate le sinergie e dall'assetto proprietario finale in TIM.Le previsioni della banca indicano un free cash flow pro forma, al netto dei dividendi, di circa 1,1-1,2 miliardi di euro nel 2028-2029, rispetto a 0,3-0,4 miliardi su base standalone. Questo, secondo gli analisti, amplia le opzioni tra investimenti per la crescita, riduzione dell'indebitamento e remunerazione del capitale.
Le stime pro forma sull'EPS per il 2028-2029 risultano inoltre superiori di circa l'8-9% rispetto al consenso di mercato. Morgan Stanley collega il divario al mancato pieno consolidamento di TIM nelle stime correnti e a ipotesi più favorevoli sul margine di interesse di BancoPosta, sostenute dai recenti rialzi dei rendimenti.
Restano tuttavia alcuni fattori di rischio, tra cui sinergie sui ricavi inferiori alle attese, fabbisogni di investimento in TIM superiori alle previsioni e un utilizzo della cassa aggiuntiva in attività con rendimenti poco interessanti. La definizione della posizione delle minoranze residue in TIM, aggiungono gli analisti, potrebbe ridurre parte delle incertezze tecniche che ancora pesano sul titolo.
Nel nostro precedente articolo sulla chiusura della seconda tranche del buyback di Poste Italiane abbiamo ricordato che la società, tra il 7 e il 12 ottobre 2026, ha riacquistato 2.806.298 azioni per circa 67,8 milioni di euro, portando le azioni proprie all’1,088% del capitale. L’aggiornamento evidenziava anche che il programma può proseguire con ulteriori tranche, mantenendo flessibilità nella gestione della struttura del capitale.
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